THE TWILIGHT SAGA: NEW MOON
"Il Nulla dietro l'eclissi"
Trama: E' il giorno del diciottesimo compleanno di Bella, ma la ragazza non riesce ad essere felice. Nella sua mente riecheggia l'immagine di un brutto sogno in cui presagisce un futuro tutt'altro che sereno con Edward. A rincarare la dose dei problemi tra i due ci pensa Victoria, la vampira pronta a vendicare la morte del suo amato James per mano del rampollo di casa Cullen. Intanto i rapporti tra Jacob e Bella diventano sempre più stretti...Avevo deciso di non parlare di New Moon. In primo luogo perchè è un film piuttosto piatto (quasi quanto il suo predecessore) con la causa concatenante di non offrire grandi spunti di riflessione. E poi perchè il web sarà presto invaso da recensioni di tutti i tipi che passeranno dall'estremo entusiasmo della frangia pro-saga allo scetticismo dei critici del brand. Ragion per cui la mia analisi diventa davvero superflua. Ma non mi andava di lasciar solo il giudizio di un anno fa su Twilight. E poi mi piace preservare in qualche modo la memoria dei film visti.
Così come Twilight, anche questo secondo capitolo si rivolge prevalentemente ad una particolare fetta di pubblico, quella degli Under-20 (o giù di lì), proponendo però un bagaglio globale piuttosto scarno.
Il regista Chris Weitz (About a boy, La bussola d'oro) alza leggermente il ritmo rispetto a quanto proposto dalla Hardwicke nel primo capitolo della saga, e lavora molto sulla simbiosi tra soggetto e musica, girando parecchie scene come se fossero dei mini-videoclip. A giovarne è tutta la storia, meno romantica ma decisamente più fluida di quella di Twilight, alla quale si accosta per mancanza di sostanziali colpi di scena. Il lavoro di Weitz si valorizza, in qualche modo, anche con l'introduzione della Computer Graphic. Piaga degli ultimi anni, questa tecnica riesce in questo caso a non stonare e ad insinuarsi nei meccanismi del film. Merito, ovviamente, della non troppo pretenziosa natura della pellicola.Tornando al parallelismo tra primo e secondo, un passo indietro lo evidenzia la fotografia, qui meno pulita e seducente, mentre le ambientazioni continuano ad essere una delle cose migliori della saga (la scena sulla spiaggia col mare in rivolta è davvero notevole).
Ora passiamo alle note dolenti. Così come già evidenziato in Twilight, anche questo capitolo palesa dialoghi banali che, in non pochi casi, sfiorano il ridicolo. Ammetto di non amare particolarmente il genere romantico, ma credo che il punto della questione non stia nel modo di trasportare con le parole, bensì nei loro contenuti. A rincarare la dose, c'è la novità del fisico palestrato dell'attore che interpreta Jacob. Una variante che viene ostentata in quasi ogni scena soltanto per il gusto di assistere in sala ad un vero e proprio attacco d'isteria di massa da parte delle giovani spettatrici. Riguardo l'interpretazione del cast, poi, c'è da dire che lo stesso Taylor Lautner adegua il suo modo di recitare a quella che è la sua età, con la tenue consolazione di apparire, se non altro, più credibile. Kristen Stewart, invece, non mi ha mai convinto, nemmeno quando era la semi-sconosciuta interprete de Il bacio che aspettavo. Robert Pattinson rimane il meno impacciato del trio.
Per concludere, diciamo che New Moon migliora qualcosa, facendo leggermente più presa rispetto a Twilight, ma non riesce a distinguersi abbastanza, almeno da risultare superiore alla sufficienza rosicata.
Punti di forza: Regia meno sprovveduta di Twilight; buone ambientazioni; alcuni miglioramenti narrativi; una colonna sonora azzeccata
Punti deboli: Pseudo-Dialoghi imbarazzanti; i muscoli di Lautner








Torna il fine settimana, e tornano le nuove proposte al cinema. Dopo l'uscita in anteprima di New Moon (
1933. Sono passati quattro anni da quando il crollo della borsa di Wall Street ha messo in ginocchio l'America, facendo spronfondare i cittadini in una crisi economica senza precedenti. In pochi riescono a trarne beneficio: le banche, responsabili del progredire dell'indebitamento sociale, e il leggendario rapinatore John Dillinger, un uomo capace di prendersi gioco delle istituzioni e dell'intero corpo di polizia nazionale utilizzando come principale risorsa economica proprio gli istituti di credito.


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